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Le novita’ di etichettatura ambientale e nutrizionale per il settore vitivinicolo

Etichettatura ambientale: le ultime novita’ applicate al settore vitivinicolo

Chiara Menchini, Unione Italiana Vini

Il cd Decreto Rifiuti, entrato in vigore senza previsione di un “periodo di grazia” e senza previsione di esonero per i prodotti già immessi in commercio o presenti in giacenza, prevede nuovi obblighi di diciture in etichetta.

In sintesi, per quanto riguarda l’impatto sull’etichettatura, l’art. 3 del citato decreto ha modificato il comma 5 dell’articolo 219 del D.lgs. n. 152/2006 (c.d. Testo Unico Ambiente), prevedendo che:

  • Tutti gli imballaggi devono essere opportunamente etichettati secondo le modalità stabilite dalle norme tecniche UNI applicabili e in conformità alle determinazioni adottate dalla Commissione dell’Unione europea, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulle destinazioni finali degli imballaggi.
  • I produttori hanno altresì l’obbligo di indicare, ai fini della identificazione e classificazione dell’imballaggio, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati, sulla base della decisione 97/29/CE della Commissione.

 

Quali conseguenze stanti le peculiarità del vino e i tempi lunghi di giacenza sul mercato? Quali conseguenze per le scorte di imballaggi? Quali alternative rispetto alla modalità “on label” considerata la superficie esigua dell’etichetta del vino rispetto agli altri prodotti alimentari? Quali i soggetti responsabili e le sanzioni?

Alcuni chiarimenti sulla corretta interpretazione della norma e sull’attuazione pratica dei nuovi obblighi in materia.

 

Etichettatura dichiarazione nutrizionale e elenco degli ingredienti del vino: scenari futuri nell’ue

Elisabetta Romeo-Vareille, Unione Italiana Vini

La normativa europea attualmente in vigore prevede che le bevande alcoliche che contengono più di 1,2% di alcol in volume siano soggette a un regime di deroga per quanto riguarda l’informazione dei consumatori. Devono indicare il titolo alcolometrico ma sono esonerate dall’obbligo di fornire la dichiarazione nutrizionale e l’elenco degli ingredienti. Se la dichiarazione nutrizionale è comunicata su base volontaria, può essere limitata al valore energetico. Questa situazione sta evolvendo rapidamente. In una relazione pubblicata nel 2017 la Commissione europea è arrivata alla conclusione che la deroga non è giustificata e ha invitato il settore ad autoregolamentarsi in attesa di un’eventuale modifica della normativa. Per questo motivo, il Comité Européen des Entreprises Vins (CEEV), che rappresenta il settore delle aziende vinicole dell’industria e del commercio dell’UE, ha ideato, in accordo con le associazioni nazionali, un sistema di etichettatura “off label” che permette di fornire in forma digitale, su una piattaforma concepita per questo fine, le indicazioni relative agli ingredienti e il valore nutrizionale, con un sistema di rinvio alle indicazioni contenute nella piattaforma a partire dall’etichetta posta sulla bottiglia grazie a un codice QR oppure barra. Il dispositivo dovrebbe essere operativo in giugno. La questione ha avuto recentemente ulteriori sviluppi con il chiaro intento della Commissione europea di modificare la normativa applicabile nell’ambito della riforma della PAC e la presentazione di un progetto di riforma attualmente in discussione con il Consiglio europeo e il Parlamento europeo nell’ambito del Trilogo. Questo testo, di cui alcuni dettagli devono ancora essere definiti, aderisce ampiamente alla soluzione elaborata dal CEEV, poiché ammette la possibilità di rinviare a un’informazione dematerializzata per l’elenco degli ingredienti e la dichiarazione nutrizionale, a condizione che il valore energetico sia espresso sull’etichetta della bottiglia. Alcune avvertenze sanitarie (per esempio il divieto di consumo per le donne in stato di gravidanza) dovranno molto probabilmente essere aggiunte sull’etichetta utilizzando un logo.